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Come
dice uno degli spot televisivi del governo, la
vita è stupefacente. Specialmente per gli
italiani. Perché drogarsi quando abbiamo un
Presidente del Consiglio "stupefacente"? Nemmeno
le maniere forti di Muccioli basterebbero per
sbarazzarci di questa "scimmia". Nel giro di un
paio di giorni il Presidente Affiliato (P2:
tessera 1816) è riuscito a dire due tra le più
grandi verità dell’anno nuovo. Prima ci ha
stupefatti affermando (senza però, ad onor del
vero, giurare sui figli) che lui non ha mai
mescolato politica e affari - verissimo: iddu
pensa solo a iddu, ovvero solo agli affari,
suoi e dei compari Cesare e Marcello. Poi ci
ha di colpo riportati alla dura realtà con una
considerazione di una veridicità degna di ben
altri pulpiti: "Questa è una vicenda che può
levare voti alla sinistra. Può incentivare
l’astensionismo nei loro militanti". E’ una
verità amara e dà fastidio sentirla pronunciare
da chi è famoso per (e grazie a) le proprie
menzogne (l’ultima? "Entrando in politica ci ho
rimesso economicamente". Bugia. Mediaset ha
triplicato gli utili).
Ascoltare in
questi giorni Giovanardi che accusa i Ds di
perverso collateralismo con le coop (o Casini
che respinge il codice etico proposto da Prodi e
Fassino) è senz’altro stupefacente. Non fosse
altro perché l’Udc ha un presidente di Regione
(in scadenza) sotto processo per mafia. Per non
dire del sindaco Udc di Roccamena (Palermo) -
anch’egli in odor di mafia - arrestato per aver
raso al suolo con una ruspa (sic!) la casa di un
avversario politico: uno “sgombero” alla faccia
della legalità… Senza dimenticare che tra gli
indagati dalla procura di Milano c’è anche
l'europarlamentare/imprenditore Udc Vito
Bonsignore… a proposito di affari e politica, se
questo è l’argomento. Se invece volessimo
occuparci di gossip, varrebbe la pena ricordare
gli stretti rapporti di parentela tra il
Presidente della Camera e il palazzinaro
Caltagirone; il papà della "consorte" di Casini
è dentro fino al collo nell’inchiesta
"Bancopoli". Anche in questo caso viene
spontaneo chiedersi da quale "pulpito" viene la
predica. Non era il bel Pierferdinando quello
che invitava ad "abbassare i
toni"?
Speriamo che - non prima di aver
risposto in modo esauriente alle richieste di
spiegazioni del proprio elettorato - mai più
nessuno nel centrosinistra rispolveri le nefaste
intese bipartisan e si cominci finalmente a
scavare un fossato, una voragine (etica e,
soprattutto, politica) tra l’Unione di Romano
Prodi e chi da cinque anni sostiene un governo
che "convive" con la mafia, calpesta la
Costituzione e la Resistenza insultando
("stupidi" li ha chiamati Silvio) i cittadini
che votano a sinistra. Le lettere pubblicate
dall’Unità dimostrano, se mai ce ne fosse
bisogno, che molti militanti di sinistra non
sono stupidi e non hanno nemmeno l’anello al
naso. E difficilmente le loro perplessità
possono essere liquidate come
"moralismo".
Ora, a pochi mesi dalle
elezioni, mentre la magistratura continuerà a
fare il suo dovere e i giornalisti il loro
mestiere, l’Unione farebbe bene a preoccuparsi
soprattutto di non perdere voti (e non più di
intercettare quelli dell’elettorato di
centrodestra). Dovrebbe fare chiarezza e, se
necessario, fare pulizia (a prescindere dalle
indagini e dalle intercettazioni più o meno
legittime; e a prescindere anche dalle
calunnie). Dovrebbe ricompattarsi ritrovando lo
spirito del 16 ottobre, non dimenticando che
quel giorno 4.300.000 cittadini-elettori (un
numero che supera ampiamente quello dei
militanti di partito) hanno votato non tanto
"contro Berlusconi" - come qualcuno ha detto -
ma per l’Unione. Chi come il sottoscritto ha
partecipato attivamente alle primarie vinte da
Romano Prodi, ricorda un clima di entusiasmo nel
quale si respirava la saggezza di un popolo
unito e intenzionato a partecipare in prima
persona alle scelte del proprio schieramento
politico. Una volontà subito frustrata dalla
legge-truffa elettorale, che ha impedito
all’Unione l’adozione delle primarie di
collegio, scippando così ai cittadini la
possibilità di contribuire alla scelta di chi
candidare sotto il simbolo dell’Unione. Quel
simbolo che il 16 ottobre ha riunito i noglobal
e Mastella, Di Pietro e i socialisti, Rutelli e
Bertinotti, Prodi e D’Alema … Praticamente un
miracolo! Noi sì che il miracolo lo avevamo
fatto, anche senza essere unti dal Signore.
I dirigenti dell’Unione, specie quelli
che per anni ci hanno spiegato che non si può
essere solo contro Berlusconi perché "la
politica è un’altra cosa", devono avere l’umiltà
di ascoltare i propri elettori. Perché il 9
aprile astenersi sarebbe da incoscienti; ma
turarsi il naso sarebbe da masochisti. Una
cosa è certa. Nel centrodestra non è solo
Berlusconi a non poter parlare di commistioni
tra politica e affari: il peccato è così diffuso
da quelle parti che solo Domenico Fisichella
potrebbe permettersi di tirare la prima
pietra!
*iscritto all’A.N.P.I. di
Bologna |